Nome

Sinonimi e comprese

Definizione

Segni e sintomi

Storia naturale

Eziologia

Diagnosi

Diagnosi prenatale e prevenzione

Bibliografia




Cerca

Home
SINDROME OTO-PALATO-DIGITALE
Codice esenzione : RN0470

SINDROME OTO-PALATO-DIGITALE TIPO II fa riferimento a SINDROME OTO-PALATO-DIGITALE


Rara malattia legata all'X, con caratteristiche scheletriche patognomoniche, sordità trasmissiva, palatoschisi, e lieve ritardo mentale. Differenze di presentazione clinica nell'ambito di diverse famiglie hanno condotto ad una classificazione della sindrome in due sottotipi: tipo I e tipo II. (Biancalana et al. Oto-palato-digital syndrome type I: further evidence for assignment of the locus to Xq28. HUM-GENET. 1991 Dec; 88(2): 228-30)

Sindrome otopalatodigitale tipo I

È una malattia legata all'X caratterizzata da ipertelorismo, prominenza delle sporgenze sopraorbitali, anomalie delle pinne nasali, ponte nasale ampio, bocca e naso di piccole dimensioni, inclinazione antimongolica delle rime palpebrali. Sono presenti numerose anomalie delle dita (brachidattilia con epifisi a forma di cono, sindattilia cutanea, estremità appiattita dei pollici, piedi 'a rana' con alluce corto e spazio notevole tra il primo e il secondo dito, dita inclinate lateralmente).

Sindrome otopalatodigitale tipo II

È una patologia grave, X-linked con espressione sfumata nei portatori e caratterizzata da facies tipica, osteodisplasia generalizzata, sopravvivenza limitata.
Riportata inizialmente da Fitch et al. (1976), la sindrome fu in seguito denominata sindrome otopalatodigitale tipo II (OPD2) dallo stesso autore (1983). L'eredità è di solito recessiva X-linked, con espressione lieve nelle portatrici femmine. Sono stati riportati almeno 29 casi di maschi affetti fino ad ora.
La crescita intrauterina è di solito normale; i neonati affetti presentano fontanelle anteriori ampie, fronte ampia e prominenza dei processi sovraorbitari, ipertelorismo, inclinazione antimongolica delle rime palpebrali, radice nasale appiattita, microstomia con caratteristica inclinazione verso il basso del labbro superiore, micrognazia, orecchie con malformazioni e/o con impianto basso. In 20 di 24 pazienti osservati fu riportata palatoschisi posteriore, solo in due glossoptosi o sequenza di Robin (Ogata et al. 1990).
Il torace può essere stretto, talvolta con deformità del petto.
Gli arti sono corti e incurvati con piede equinovaro o convesso. Le mani e i piedi presentano una caratteristica apertura a ventaglio. La sindattilia è un segno frequentemente presente e generalmente interessa il terzo e quarto dito della mano e dal secondo al quinto dei piedi.
Dita strette o vera e propria camptodattilia è stata riportata nella maggior parte dei pazienti. La facies si modifica con il tempo: le guance si abbassano e la micrognazia diventa meno evidente (Fitch et al.1983).
Le radiografie evidenziano ossa lunghe iperostosiche (femori, tibie, ossa dell'avambraccio) che talvolta ricordano la displasia boomerang (Nishimura et al., 1997).
Il carpo e il metatarso sono corti, tozzi, con brachitelefalangia, ipoplasia grave a livello falangeo del primo segmento ed in misura minore del secondo, terzo, quarto e quinto.
Le fibule sono assenti o fortemente ipoplasiche. Nuclei di ossificazione accessori possono essere presenti a livello del secondo metacarpo, e a livello del secondo e terzo metatarso. In alcuni soggetti è stata notata aggregazione delle ossa del carpo o del tarso [Kozlowski et al., (1977); Fitch et al., (1983)]. La base cranica è ispessita e presenta ritardata ossificazione a livello della volta. Le coste e le clavicole sono generalmente di spessore diminuito, irregolare o di aspetto ondulato. Possono essere riscontrate anche platispondilia, coxa valga, scoliosi, difetti sacrali. Le deformità scheletriche tendono a ridursi col tempo: i femori si possono raddrizzare, la platispondilia regredisce e la sclerosi diminuisce.
La patologia ha una presentazione caratteristica in molti casi, ma recentemente sono state identificate molte anomalie, che rappresentano comunque segni incostantemente presenti. Molte di queste riguardano la linea mediana. Alcune malformazioni sembra che abbiano un importante rischio di ricorrenza all'interno della stessa famiglia.
Lo sviluppo psicomotorio può essere normale oppure può essere presente un lieve ritardo mentale. In un paziente è stata diagnosticata un'epilessia tipo 'piccolo male'. In alcuni pazienti è stata riportata sordità.
L'espressione della sindrome otopalatodigitale tipo 2 nelle portatrici femmine fu analizzata da Preis et al. nel 1994 e quadri clinici furono presentati dallo stesso Preis e da Young nel 1991. Fronte ampia, ipertelorismo e inclinazione antimongolica delle rime palpebrali sono i segni più facilmente riconoscibili. Ugola bifida o palatoschisi furono osservati nella famiglia descritta da Fitch e anormale eruzione dei denti fu riscontrata nei casi descritti da Preis. Lo sviluppo scheletrico è di solito normale, a parte un leggero allargamento dei metacarpi. I portatori obbligati possono essere del tutto asintomatici (Ogata et al., 1990).
(Verloes,-A et al. Fronto-otopalatodigital osteodysplasia: clinical evidence for a single entity encompassing Melnick-Needles syndrome, otopalatodigital syndrome types 1 and 2, and frontometaphyseal dysplasia. AM-J-MED-GENET 2000 Feb 28; 90(5): 407-22)

Sindrome otopalatodigitale tipo II

In uno studio condotto nel 1977 da Kozlowski et al. la sopravvivenza riportata fu meno di 1 anno in 11 dei 18 casi osservati. I bambini sopravvissuti raggiunsero almeno i 10 anni di età.
(Verloes,-A et al. Fronto-otopalatodigital osteodysplasia: clinical evidence for a single entity encompassing Melnick-Needles syndrome, otopalatodigital syndrome types 1 and 2, and frontometaphyseal dysplasia. AM-J-MED-GENET 2000 Feb 28; 90(5): 407-22)

Sindrome otopalatodigitale tipo II

Il difetto alla base della sindrome otopalatodigitale (OPD) tipo II riguarda probabilmente la matrice extracellulare ed il suo turnover. L'ordinata mineralizzazione di tale matrice è responsabile della forza e della resistenza alla compressione dell'osso. La notevole quantità di manifestazioni non scheletriche della sindrome otopalatodigitale tipo II, quali, ad esempio, anomalie della parete addominale, anomalie cardiache e genitourinarie indicano che il gene responsabile della condizione ha un ruolo diffuso nelle fasi precoci dello sviluppo. La matrice proteica dell'osso è prevalentemente composta da collagene tipo I e da un certo numero di proteoglicani non collagene, uno dei quali è il biglicano. Il topo con deficit di biglicano presenta una riduzione del tasso di crescita e una diminuita massa ossea. È interessante notare che il topo portatore della mutazione ha una struttura ossea trabecolare poco organizzata e uno ridotto spessore corticale [Xu et al., 1998]. Il gene umano che codifica per il biglicano è stato mappato a livello di Xq28 [Traupe et al., 1992]. Esiste una considerevole sovrapposizione fenotipica tra casi di sindrome otopalatodigitale tipo I e II, con casi descritti di entrambe le condizioni verificantisi nell'ambito della stessa famiglia.
Questo ha condotto all'idea che il tipo I e il tipo II possano essere disordini allelici. Verloes et al. [2000] recentemente hanno proposto che la sindrome otopalatodigitale tipo I e II, la sindrome di Melnick-Needles e la displasia frontometafisaria possano costituire realtà di uno stesso spettro fenotipico chiamato 'osteodisplasia fronto-otopalatodigitale'.
Il gene apparentemente responsabile del tipo I è stato localizzato a livello di Xq28 [Biancalana et al., 1991]. Tali osservazioni indicano che il gene codificante per i biglicani potrebbe essere un buon gene candidato per la sindrome otopalatodigitale tipo II, anche se, almeno in uno dei casi esaminati,
il gene codificante per i biglicani è stato escluso dall'essere gene candidato per la sindrome tipo II.
(Savarirayan,-R et al. Oto-Palato-Digital Syndrome type II: report of three cases with further delineation of the chondro-osseous morphology Am. J. Med. Genet. 95:193'200, 2000)

Sindrome otopalatodigitale tipo II e sindrome di Melnick-Needles

Le due sindromi sono probabilmente malattie legate all'X, nonostante si attenda ancora la dimostrazione molecolare certa. Per motivi di tipo genetico e clinico Verloes et al. (2002) ipotizzano che OPD2 e sindrome di Melnick-Needles
siano probabilmente dovute a mutazioni nello stesso gene. La differenza di espressione potrebbe essere spiegata con la presenza di eterogeneità allelica. Verloes et al. (2002) ipotizzano che in OPD la maggior parte delle mutazioni riducano (OPD1) o aboliscano (OPD2) l'attività di una proteina, portando all'espressione della patologia in maschi emizigoti, mentre nella sindrome di Melnick-Needles altre mutazioni con effetto dominante negativo e/o aumento di funzione potrebbero determinare l'espressione in entrambi i sessi. Nei maschi l'assenza dell'allele normale potrebbe determinare mortalità precoce, o, in caso di mutazioni meno gravi, una maggiore e più variabile espressione di malattia, a seconda dell'alterazione della funzione normale dell'allele mutato. Un ragionamento simile potrebbe essere applicato per displasia frontometafisaria (FMD). Al fine di mantenere una terminologia coerente Verloes et al. (2002) propongono il nome di osteodisplasia fronto-otopalatodigitale per descrivere l'entità clinica comprendente sindrome di Melnick-Needles (MNS), sindrome otopalatodigitale tipo II, sindrome otopalatodigitale tipo I e displasia frontometafisaria.
(Verloes et al. Fronto-otopalatodigital osteodysplasia: clinical evidence for a single entity encompassing Melnick-Needles syndrome, otopalatodigital syndrome types 1 and 2, and frontometaphyseal dysplasia. AM-J-MED-GENET 2000 Feb 28; 90(5): 407-22)

Nonostante OPD1 e OPD2 abbiano molte caratteristiche in comune, la diagnosi differenziale è piuttosto semplice. L'incurvamento delle ossa lunghe, l'assenza delle fibule, dita dei piedi aperte a ventaglio, dita delle mani flesse, sindattilia, polidattilia, anomalie delle estremità di una certa gravità visibili alle radiografie, generalmente consentono una facile distinzione fra i due fenotipi (Fitch et al., 1983). Nonostante questo, la somiglianza fra i fenotipi e le modalità di trasmissione ereditaria sembrano confermare l'ipotesi che OPD1 e OPD2 siano varianti alleliche.
(Verloes et al. Fronto-otopalatodigital osteodysplasia: clinical evidence for a single entity encompassing Melnick-Needles syndrome, otopalatodigital syndrome types 1 and 2, and frontometaphyseal dysplasia. AM-J-MED-GENET 2000 Feb 28; 90(5): 407-22)

Eccles et al.(1994) hanno riportato un possibile caso di sindrome otopalatodigitale tipo II rilevato con l'ecografia prenatale.
(Eccles et al. Prenatal ultrasound findings in a fetus with otopalatodigital syndrome type II. Clin-Dysmorphol. 1994 Apr; 3(2): 175-9)

Kristiansen,-Marianne; Knudsen,-Gun-Peggy; Soyland,-Anne; Westvik,-Jostein; Orstavik,-Karen-Helene
Phenotypic variation in Melnick-Needles syndrome is not reflected in X inactivation patterns from blood or buccal smear.
Am-J-Med-Genet. 2002 Mar 1; 108(2): 120-7

Kosho,-T; Uemura,-T; Tanimura,-M; Ohashi,-H; Muroya,-K; Ogata,-T
Refined mapping of the gene for otopalatodigital syndrome type I.
J-Med-Genet. 2002 Feb; 39(2): E7

Robertson,-S-P; Walsh,-S; Oldridge,-M; Gunn,-T; Becroft,-D; Wilkie,-A-O
Linkage of otopalatodigital syndrome type 2 (OPD2) to distal Xq28: evidence for allelism with OPD1.
Am-J-Hum-Genet. 2001 Jul; 69(1): 223-7

Verloes,-A; Lesenfants,-S; Barr,-M; Grange,-D-K; Journel,-H; Lombet,-J; Mortier,-G; Roeder,-E
Fronto-otopalatodigital osteodysplasia: clinical evidence for a single entity encompassing Melnick-Needles syndrome, otopalatodigital syndrome types 1 and 2, and frontometaphyseal dysplasia.
Am-J-Med-Genet. 2000 Feb 28; 90(5): 407-22

Superti-Furga,-A
Otopalatodigital syndrome and frontometaphyseal dysplasia, splitters and lumpers, and paternity of ideas.
Am-J-Med-Genet. 2000 Nov 6; 95(1): 86

Nishimura,-G; Horiuchi,-T; Kim,-O-H; Sasamoto,-Y
Atypical skeletal changes in otopalatodigital syndrome type II: phenotypic overlap among otopalatodigital syndrome type II, boomerang dysplasia, atelosteogenesis type I and type III, and lethal male phenotype of Melnick-Needles syndrome.
Am-J-Med-Genet. 1997 Dec 12; 73(2): 132-8

Eccles,-D-M; Moore,-I-E; Cook,-S; Griffin,-D-R; Chitty,-L; Hall,-C-M; Temple,-I-K
Prenatal ultrasound findings in a fetus with otopalatodigital syndrome type II.
Clin-Dysmorphol. 1994 Apr; 3(2): 175-9

Young,-K; Barth,-C-K; Moore,-C; Weaver,-D-D
Otopalatodigital syndrome type II associated with omphalocele: report of three cases.
Am-J-Med-Genet. 1993 Feb 15; 45(4): 481-7

Holder,-S-E; Winter,-R-M
Otopalatodigital syndrome type II.
J-Med-Genet. 1993 Apr; 30(4): 310-3